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11.11. Si parte!

  • Immagine del redattore: Carnevale Sgüra
    Carnevale Sgüra
  • 19 ott 2025
  • Tempo di lettura: 1 min

Già nell'antichità c'erano festività in cui a primavera si celebrava il risveglio della natura. Si gozzovigliava, si sfilava in cortei e si scacciava l'inverno con maschere e tanto fracasso. La tradizione del carnevale come lo conosciamo oggi risale al medioevo. Il termine "carnevale" deriva dalla locuzione "carne-levare" e fa riferimento alla vigilia della quaresima, il periodo di quaranta giorni di digiuno prima di Pasqua, che inizia con il mercoledì delle ceneri. In questo giorno, nel corso della messa i fedeli vengono segnati con una croce di cenere tracciata sulla fronte. Il periodo di digiuno ricorda i 40 giorni di digiuno e penitenza trascorsi da Gesù nel deserto. Con questo rito i fedeli si preparano alla Pasqua, ovvero alla celebrazione della resurrezione di Gesù dopo la sua morte sulla croce il Venerdì Santo.

Nel medioevo, nell'Europa cristiana tutti dovevano osservare l'obbligo di digiunare. Così il carnevale serviva per esaurire le ultime scorte invernali e per banchettare, danzare e far musica come si deve un'ultima volta, insomma per fare un'ultima volta bisboccia. Travestimenti e maschere propiziavano il clima esuberante, nel quale spesso si sbeffeggiavano persino gli alti prelati, i quali cercarono ripetutamente di vietare questi festeggiamenti popolari; eppure le usanze carnevalesche in molti luoghi si mantennero nel corso dei secoli.

 
 
 

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